Anche questa settimana, nel mio studio, si torna a mixare Out of the Box, con una vera console analogica: la mia Soundcraft TS24, 32 + 32 canali in/line.
Il mio cliente arriva da un mix realizzato interamente ITB (In The Box), cioè all’interno del computer. Un lavoro che, pur essendo tecnicamente corretto, non lo soddisfa pienamente. E allora abbiamo deciso di provare un’altra strada.
Sia chiaro: non voglio alimentare la solita diatriba tra ITB e OTB. Oggi, grazie alla tecnologia digitale, si possono realizzare produzioni straordinarie anche con un semplice computer portatile e una buona dotazione di plugin. Sarebbe assurdo negarlo.
Ma allora, perché un mix può cambiare carattere quando passa attraverso una console analogica?
La risposta non è una formula magica, né la presunta superiorità assoluta dell’analogico. È un insieme di fattori.
Nel mondo analogico, ogni componente elettronico ha le proprie tolleranze. Resistenze, condensatori e circuiti non sono mai perfettamente identici: ogni canale possiede piccole peculiarità che possono influenzare, in misura diversa, la risposta del segnale.
Quando decine di canali attraversano una console e vengono sommati, queste differenze, insieme al comportamento dei circuiti e alle caratteristiche dell’intero percorso analogico, possono contribuire a creare una particolare sensazione di densità, profondità, separazione e coesione tra gli strumenti.
Non succede necessariamente sempre, e non basta collegare un mixer per ottenere un risultato migliore. Contano la macchina, il materiale musicale, le scelte di mixaggio e, naturalmente, le orecchie di chi lavora.
Ma è proprio qui che, secondo me, si nasconde il bello: non esiste un solo modo per arrivare al suono che abbiamo in testa.
Il digitale ci ha regalato possibilità incredibili. L’analogico ci offre ancora un’esperienza di lavoro e un carattere sonoro che vale la pena conoscere, sperimentare e, qualche volta, riscoprire.
Niente nostalgia fine a sé stessa. Piuttosto, la voglia di riscoprire il piacere di lavorare con una grande console, ascoltare le tracce prendere forma attraverso circuiti reali e vivere un’esperienza sonora diversa dal solito.
Perché, in fondo, la tecnologia è uno strumento. Il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: far emozionare con la musica.
E voi, avete mai provato a portare un vostro mix Out of the Box?