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Microfonare una batteria

UtenteMessaggio

17:04
4 giugno 2009

Mario

Amministratore

messaggi 136

AKG d112  davanti  sul foro (più o meno dentro in base all’attacco che  voglio)

AKG C3000 sulla pelle anteriore (no sul buco, fuori vicinissimo alla pelle, se guardi un  po’ di foto sul sito, ad esempio nelle photogallery http://www.ideasuono.it/web/?p=408 

potrai vedere dei setup)

e questi  già  bastano.

Se invece fai jazz, è meglio mettere un microfono dalla parte del pedale vicino al battente, per  avere  un po’ di attacco in  più,

oppure  se  vuoi  proprio una  grande punta sul rock senza  dover equalizzare. 

Usa quello che  vuoi, serve  la  punta, le  armoniche non sono importanti, anche  un  semplice  sm57 è ok

 

 


14:47
5 giugno 2009

djepifanio

Member

messaggi 15

Tutto chiaro.

Grazie sei fantastico….  


20:07
5 giugno 2009

Mario

Amministratore

messaggi 136

magari…. è che .. come  te.. ho  scelto  il  lavoro  +  incasinato  del mondo.. mannaggia!!


13:04
21 febbraio 2010

Luca

Member

messaggi 1

Ciao MARIO…vorrei un parere su dei microfoni! dovrei amplificare delle congas, e percussioni varie..io ho gia un sm58 della shure pero non mi basta per tutte le persussioni allora volevo prendere qualcosa di specifico per le congas e magare mettere l’sm58 per le altre percussioni ti campanacci etc…e proprio ieri ho visto in un negozio sia i takstar sia il d22 dell’akg!! cosa mi consigli??

ti ringrazio in anticipo


22:35
21 febbraio 2010

Mario

Amministratore

messaggi 136

Eilà Luca!! guardo che  il  buon  vecchio SM57 per  le  percussioni è sempre valido, costa poco e ha dinamica e brillantezza ( per  le  percuzzioni  ci  vuole ). Immagino  che  si tratta  di un  amplificazione live  giusto? Allora  lascia  perdere il d22,  ha  un  sacco  di  bassi  e  dovresti  fare  dei tagli  per  evitare  rimbombi  vari. Poi  è  chiaro  che  se  hai  da  spendere e  vuoi  usare  dei  mic a  condensatore.. ci  sarebbe  da  parlare  molto,  ma  un paio  di  sm57 collegati  ad  un  compressore  per  poter  avere libertà di  "sbattere le  mani"  sulle  percussioni  in  completa  libertà e… vai  alla  grande. il  D22 è un  microfono  economico ma  che  mi  piace  molto. Il fatto  è  che  essendo molto  caldo  va  usato  solo  quando  è  necessario. Chiama quando  vuoi, se  non  sono  stato abbastanza  esplicativo scrivimi  di  nuovo. Ciao ciao

 


23:58
23 settembre 2010

vgionta

Member

messaggi 2

Ho trovato estremamente interessante una sua disamina fatta sul suo forum dove cita anche Gatto e spiega del perché la scelta dei kit a basso costo sono inadatti.

Premesso che sono pienamente d’accordo con lei;
ma la sua competenza mi spinge ad approfittarne e farle un paio di domande:

1* nel caso del live il suo parere è uguale?
2* in merito ai mic overhead, spesso negli eventi live non noto dei costosi microfoni da circa 1500 euro da lei citati, quindi crede che ci siano delle valide alternative a costi contenuti?
3* ho spesso assistito ad eventi jazz live con batterie microfonate con la tecnica di ripresa triangolare (da me molto apprezzata) utilizzando per la cassa un SM 58 e i due panoramici che ovviamente non sono riuscito a distinguere, ma mi creda non erano microfoni costosi, e in tutta franchezza restituivano alla platea un suono acustico splendido, cose ne pensa? E che consiglio può donarmi?

Grazie in anticipo
Vincenzo


11:18
25 settembre 2010

Mario

Amministratore

messaggi 136

Ciao caro Vincenzo, e grazie mille per  avermi scritto anche nel forum di ISI, così è possibile rendere pubblico il nostro scambio di opinioni.
Ti rispondo alla prima domanda, cioè se la tecnica di ripresa microfoni nel live è uguale a quella di studio, e ti  dico di  no, o almeno non sempre. In studio è possibile riprendere anche  gli  ambienti, si può aggiungere anche qualche microfono in più per catturare più "armonici" possibili, ecco il perché di usare microfoni di grande qualità per gli overhead (io adesso uso 2 Neumann Tlm 103 e sono fantastici) oppure alla cassa aggiungo  al mio classico Akg D112 un altro microfono ma  a condensatore appoggiato alla pelle anteriore, no sul foro, ma proprio sulla pelle, (uso un akg c3000) che mi tira fuori delle ultrabasse pazzesche che al mix mi fanno tanto comodo (praticamente non aggiungo bassi , alzo solo il livello di  quella traccia separata.
Dal vivo i problemi sono mille, prima di tutto 2 microfoni a condensatore "troppo aperti" renderebbero la vita impossibile a qualsiasi fonico, entrerebbero insieme alla batteria tutti gli altri suoni  degli altri  musicisti. Ecco perché dal vivo  si  usa  molto  i  C1000 della akg, che tra l’altro  hanno un riduttore di plastica da aggiungere al microfono, che  riduce l’apertura, cioè invece di cardioidi diventano ipercardioidi o direzionali. Prendendo solo i  piatti riducono  molto  i  rientri   ma  a discapito della  apertura del  suono. Altre volte si   riesce  a  chiudere il batterista  in un  gabbiotto di  plexiglas, vedi  a Sanremo per  esempio, per cui riducendo i  rientri è possibile  essere  più  creativi e  aggiungere  microfoni. Stessa  necessità per i  tom e  tutto il  resto, mentre in  studio  io  uso  dei bellissimi Sennheiser MD421 (tra l’altro vintage quelli grigi invece di  quelli neri) dal  vivo  è molto  meglio un microfono  meno  aperto, ecco perché io  consiglio gli akg d22, perché costano poco, hanno le basse molto belle ma sono  molto  duri, oltre al tom non prendono bene (fortunatamente) i suoni laterali e lontani.
Bisogna  distinguere però di  quale  musica  si  parla, perché  se si  tratta di  riprendere un  concerto  rock vale  tutto  quello che  ho  appena detto, se  invece si  tratta di  riprese  jazz condivido  la  ripresa triangolare (con 4 microfoni però), avvalendosi  del  fatto  che  la  band  è magari un  trio o  un quartetto senza  amplificatori  sul  palco (tipo batteria contrabbasso pianoforte, oppure batteria sax contrabbasso  pianoforte) è quindi  tutto  più  facile. Non essendoci  rientri  è  possibile  un  microfono alla  cassa uno al rullante (solo sopra) e 2  overhead. A parte sempre  di   non  avere  anche  un  chitarrista, che anche  se  nel  jazz il  suono  non è  quasi  mai  distorto, un ampli sul  palco  scombina  tutto… e  allora  si  torna  alla situazione  identica  alla formazione  rock.
Un ultima  considerazione,  alla cassa e  al  rullante un  compressore  è  sempre  gradito, le  dinamiche sono  sempre  eccessive e "fermarle" un po’ è sempre una buona cosa. Dimenticavo.. non amo molto  alla  cassa l’sm58, sarà l’abitudine, ma il D112 akg  è una  garanzia, forse un suono  scontato, ma  anche  non posizionato  perfettamente ti  darà  sempre un  buon risultato, l’sm58 è più caldo, ma forse  troppo, personalmente se  voglio un po’ di  calore  in  più aggiungo  un  altro  microfono (come  ti  ho  detto alla  pelle) e  gestisco il bilanciamente sul mixer.
Un ultimo consiglio,  ho  appena  comprato  2  microfoni  che  mi  hanno sbalordito:
sono gli Audiotecnica AT4040,  microfoni  molto  economici (circa 300 euro a testa) e  suonano da  paura, sia  per  gli  over che  ad esempio  per  le  chitarre o  gli archi. Da un microfono  poco costoso così  non mi  aspettavo tutta questa fedeltà e soprattutto una resistenza  dinamica  fino a 120db di pressione.
Spero di  essere  stato abbastanza  esaustivo, se  hai bisogno io  sono  sempre  disponibile, e  dove  non  riesco  a  risponderti  io, ci  sono tantissimi  utenti  di ISI, i migliori musicisti e  tecnici del  suono nostri  amici, che  possono aiutarti.
Buona musica.

Mario Fabiani




 


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